
LE ABITUDINI QUOTIDIANE
Cominciamo ad analizzare la nostra vita partendo dalle abitudini base della nostra giornata, dai nostri ritmi, dai nostro orari.
A che ora ci alziamo? Facciamo colazione? A che ora e quante volte mangiamo? Siamo sedentari o sportivi? Facciamo le ore piccole oppure andiamo a dormire abbastanza presto?
Tutte queste domande servono a capire che tipo di approccio alla giornata abbiamo, se un approccio da “bradipo”, da persona perennemente stanca e assonnata, oppure da “molla”, pronti a saltare da una parte all’altra.
Analizziamo due posizioni completamente agli opposti:
Persona che si alza alle 6, fa un po’ di attività fisica, magari va anche a correre o a nuotare, poi doccia, colazione, giornata lavorativa intensa, pranzo leggero, ritorno a casa, cena abbondante, dopocena sdraiato sul divano, a guardare la TV oppure a leggere un buon libro o ad ascoltare un po’ di musica di sottofondo chiacchierando con il partner, poi ad una certa ora, non particolarmente tardi, va a dormire
Persona che si alza più tardi, se il lavoro glielo consente, magari anche alle 9, si trascina dal letto al divano, poi fa colazione prendendo un paio di caffè, poi faticosamente inizia la sua giornata lavorativa, il pranzo lo salta completamente, quando torna a casa la sera è praticamente in ginocchio nonché affamata, si attacca prima di cena a qualche stuzzichino, poi cena abbondante, poi dopo cena da pitone sdraiato sul divano, verso le 23 uscita con gli amici a bere qualcosa e a fare un po’ di movida, ritorno a casa a tarda ora e, finalmente, diciamo verso le 2 di notte, a dormire.
Ovviamente sto estremizzando le due situazioni per farvi capire come la stessa persona può vivere in maniera “ottimale” oppure “dissoluta”. Inoltre sto generalizzando perché anche nell’esempio della situazione più “virtuosa” (lascio a voi scoprire qual è…) ci sono ampi margini di miglioramento.
Personalmente ritengo che il corpo umano sia una macchina perfetta, ma che per continuare a funzionare in maniera perfetta abbia bisogno sia di manutenzione che di rispetto dei suoi limiti.
Vivere in maniera sregolata, violando gli orari che Madre Natura ha creato per tutti gli esseri viventi può essere anche piacevole (la Movida, da che mondo e mondo, si fa di notte), si può anche fare qualche volta, ma non deve diventare la regola, come non deve diventare la regola quella di andare a dormire nel cuore della notte e svegliarsi in tarda mattinata anche se non si deve uscire, magari guardando la televisione o chattando sui vari social fino a tarda notte.
Da che mondo è mondo, tutti gli esseri viventi del pianeta vanno a dormire quando fa buio e si svegliano quando c’è luce; l’unico a non seguire questa regola è l’uomo moderno, il cosiddetto “homo sapiens” che forse tanto “sapiens” non è….
Senza dilungarmi ulteriormente in questa digressione sulle abitudini quotidiane, vi posso dire che lo stile di vita che adotto è il seguente:
LA MIA GIORNATA TIPO
Sveglia intorno alle 6.30
Bevo subito un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente con spremuto dentro mezzo limone
Mezz’ora di tappetino con i Riti Tibetani
Colazione: tè verde e qualche biscotto
Barba e doccia
Andata in ufficio (spesso non usando la macchina ma il treno e la navetta, così sono più rilassato e cammino)
Pranzo in ufficio alla mensa
Utilizzo di una parte dell’intervallo o del tragitto casa-lavoro e viceversa per studiare le lingue o leggere un libro (ovviamente quando non guido!!)
Uscita ad un orario ancora decente (a meno di problemi in corso)
Rientro a casa e se non vi sono urgenze particolari mezz’ora di meditazione
Cena verso le 20.30
Dopo cena a volte guardando un po’ di TV (se vi sono eventi sportivi interessanti oppure nel caso, raro, in cui stia seguendo qualche serie), oppure lettura di un libro.
Verso le 23 camomilla senza zucchero e poi a letto.
Tralasciando il discorso alimentare, di cui avremo modo di parlare tanto e a lungo, quello che emerge dalla mia giornata “tipo”, assolutamente perfettibile, è la creazione di una serie di abitudini, che poi sono il volano per far funzionare al meglio il nostro essere; la sveglia sempre alla stessa ora, i Tibetani, l’andare in ufficio ottimizzando i tempi di spostamento (studio delle lingue, lettura, nel caso in cui si guida potrebbe essere l’ascolto di un audiolibro), l’orario di andata a letto, la irrinunciabile camomilla, sono tutti “rituali di benessere” che abituano il nostro essere, che lo predispongono a funzionare al meglio.
Anche il fatto di svegliarsi ed addormentarsi seguendo più o meno i ritmi che Madre Natura ha disegnato per noi, anche questa semplice di abitudine è un mattone nella costruzione del nostro benessere da non sottovalutare.
A riprova di quello che scrivo c’è il dato di fatto che a volte, per esigenze lavorative, sono costretto a prestare servizio per una intera settimana lavorando di notte, dalle 19.00 alle 03.00.
Dopo 5 giorni consecutivi di andate a dormire intorno alle 4 del mattino, nonostante poi la mattina mi alzi sempre dopo le 10 e il pomeriggio faccia anche un sonnellino di almeno un’ora, nonostante quindi in totale riesca a dormire almeno 7 ore al giorno, nonostante questo il mio fisico arriva alla fine della settimana completamente in riserva, in ginocchio, mi trascino dal letto al divano e viceversa, sono poco reattivo, ragiono con estrema lentezza, in una parola sola, il mio essere entra in modalità “bradipo”.
Per questo, e concludo per non annoiarvi ulteriormente con le prediche, al netto di piacevoli e inevitabili “strappi” alla regola, la regola, anzi l’abitudine che dovremmo avere per funzionare al meglio è inevitabilmente quella descritta nella posizione “1”.
Iniziamo dunque a scrivere sul nostro prezioso “diario di bordo” come attualmente è organizzata la nostra “giornata-tipo”, cercando di inserire un paio di cose che ci piacerebbe diventassero abitudini e, nello stesso tempo cerchiamo di eliminare un paio di cose che non ci piacciono molto.
Proviamo, magari dandoci la scadenza di un mese, a applicare le nuove regole, a abituarci alle nuove abitudini sane, che ci permettano di vivere sempre con energia: dopo un mese facciamo un bilancio di come va la nostra giornata e tiriamo le conclusioni per decidere se continuare a tenere questo “mattone di benessere” nel nostro cantiere oppure se buttarlo tra i rifiuti etichettandolo come “fallato”.